Ai siciliani piace prenderla nel culo?

Pubblicato il da Raffaello

 

C'erano una volta i siciliani …...gente in gamba,gente valida ,orgogliosa ,rispettosa,accogliente, che faceva dell'onore ,il vero onore,il principale valore della comunità,dava rispetto ma esigeva rispetto,adesso non esistono più!

I siciliani di oggi hanno dimenticato tutto :le origini,il senso del rispetto,le vessazioni subite, gli inganni subiti , i torti ricevuti a cominciare da Garibaldi che li ha fatti sperate e poi umiliati e .consegnati ai feroci Savoia che li hanno defraudati,derubati ed aggiogati.


Quando si parlava di Siciliani si pensava a gente scaltra,furba,coraggiosa,laboriosa ,piena di inventiva che non si farebbe mai pestare i piedi,oggi dei siciliani di ieri restano solo delle persone sottomesse,incapaci di pensare al proprio futuro,incapaci di sognare,incapaci di lottare,di riscattarsi,di farsi valere,di far valere i propri diritti,di pretendere rispetto e di di riavere cio' che appartiene loro. I politici siciliani hanno svenduto se stessi e la Sicilia tutta,hanno permesso di non rispettare lo Statuto Siciliano e di fare dello Statuto speciale carta straccia.




Oggi si lamentano ,imprecano contro il governo ladro,il caro-prezzi,la crisi,la spazzatura,le malefatte di Cammarata a Palermo e quelle di Scapagnini a Catania, il marcio ed il marciume delle amministrazioni statali,regionali e locali ma intanto” tutti” stammo ad aspettare ancora una volta di “prenderla nel culo”.

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G
Se è vero che chi tace acconsente e se i siciliani non si rendono conto loro stessi che tocca a loro cominciare a farsi valere,allora si .....continueranno a prenderla nel culo.
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A
Sentivo qualche giorno fa l'intervento alla Camera dell'Onorevole Lo Monte dell'MPA, il quale riferiva che il 65 % del risparmio postale appartiene ai meridionali. Immagino che sia la medesima cosa per quello bancario e/o per i titoli di Stato. Poi, guarda caso, i nostri istituti di credito (ormai tutti settentrionali, ed in grave sofferenza finanziaria) mettono il cappio al collo alle imprese meridionali mentre elargiscono con estrema facilità capitali (che sono i nostri risparmi) alle fallimentari industrie settentrionali. Come vedete la storia si ripete: nel 1861 ci hanno depredato delle nostre riserve auree; oggi "giocano" con i nostri risparmi, mettendoli in serissimo rischio per qualche misero decimo di punto percentuale di interessi. Stessa cosa accade per le principali società assicurative (anche queste tutte settentrionali): premi raccolti prevalentemente al Sud, indennizzi riconosciuti prevalentemente al Nord. Quando finirà questa oppressione?????
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